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Il Persecutore – in memoriam Charlie Parker

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Teatro Vascello di Roma, 19 settembre 2017
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
Riduzione e cura registica Teresa Pedroni. Aiuto regia Elena Stabile. Assistenti alla regia Pamela Parafioriti e Francesco Lonano. Fonica Marco Paparelli. Light Designer Valerio Modesti

Reading-concerto ispirato a Charlie Parker tratto dal testo

 “Il Persecutore” di Julio Cortázar.

Una serata che si prefigge di offrire la magia dell’incontro tra la letteratura e la musica. Un evento che ha come protagonisti un grande attore Massimo Popolizio e un grande jazzista Javier Girotto, per ricreare l’atmosfera evocata da pagine straordinarie su di un personaggio altrettanto straordinario e mitico come Charlie Parker. Il rapporto tra la lettura attoriale e la lettura musicale per arrivare all’esecuzione di una partitura che esprima al suo meglio le possibilità e i sottotesti nascosti nell’opera letteraria. Quanto al controllo dei tempi Cortázar, melomane amante del jazz, è di un rigore assoluto attribuendo alla ritmica della prosa una parte fondamentale della sua narrazione. Ed in questo caso in particolare la scrittura è sviluppata e costruita come  i ritmi del jazz. Omaggio al mondo del jazz e alle sue ossessioni creative “Il Persecutore” non è soltanto un racconto biografico ma interrogazione in forma narrativa sull’irriducibile alterità del genio artistico. Cortázar racconta di aver cercato a lungo il protagonista  di questa long short–story e di averlo riconosciuto, alla fine, nel profilo biografico di Charlie Parker: “Un individuo che, pur dotato di enorme intuizione, sia molto ignorante, molto primitivo. Un personaggio che non pensi. Un uomo che non abbia pensieri,  ma solo sensazioni, che, nella sua musica, nei suoi amori, nei suoi vizi, nella sua infelicità, sempre e dovunque, non agisca che al livello delle sensazioni”.  La figura tragica in “The Bird” è ombra ad uno dei molti volti di Cortázar, la cui opera trova in questo racconto un momento di svolta dalla rarefazione delle atmosfere fantastiche, al confronto “esistenziale” con l’altro, che sempre e comunque, è il simile.