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Avrei preferenza di no. Bartleby lo scrivano

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Irruzioni Festival, Auditorium San Gaetano, Padova. 4 aprile 2019
con Roberto Herlitzka e Gianluigi Fogacci. Musica dal vivo Alessandro Di Carlo (clarinetto) Dario Miranda (contrabbasso).
Adattamento e cura registica Teresa Pedroni. Aiuto regia Elena Stabile. Assistente alla regia Pamela Parafioriti.

Reading-concerto  da  “Bartleby lo scrivano”  di Herman Melville

“In risposta ad un ‘inserzione, un immobile giovanotto comparve un bel mattino sulla soglia del  mio ufficio… Rivedo ancora quella  figura, scialba nella sua decenza, pietosa nella sua rispettabilità, incurabilmente perduta!  Era Bartleby.”

La Serata Reading – Concerto  “Avrei preferenza di no. Bartleby lo scrivano” tratto dal bellissimo e misterioso racconto di Melville a cura di Teresa Pedroni,  vanta come interprete un virtuoso dell’arte drammatica quale Roberto Herlitzka nei panni dell’avvocato narratore  della strana e  indecifrabile vicenda.  “Bartleby lo scrivano”  introduce  il personaggio di un criptico  scrivano interpretato da Gianluigi Fogacci , che rivendica l’immobilità e il silenzio contro tutte le pressioni  di una vita reale. Abbiamo spostato l’epoca del racconto al 1929, prima del crollo della Borsa di Wall Street, evocandolo con brani jazzistici  di quel periodo d’oro per il jazz, eseguiti dai musicisti Alessandro Di Carlo al clarinetto  e  Dario Miranda al contrabbasso .Tutto inizia in un bel mattino d’estate quando sulla soglia dell’ufficio dell’avvocato  si presenta un uomo , immobile, dalla fisionomia sbiadita, è Bartleby, di cui si ignora il passato e il presente,  senza casa, né amici, Nell’ufficio tutto sembra procedere al ritmo del suo scrivere metodico e  neutrale, ma un giorno quando l’avvocato lo chiama per verificare il  contenuto di  una pratica   Bartleby risponde . – Avrei preferenza di no –con  tono  fermo e allo stesso tempo  dolce  – Avrei preferenza di no  — Preferisco  di no – ripeterà d’ora in poi  Bartleby, e su questo  suo atteggiamento criptico si  svilupperà il filo di questo racconto geniale che pone allo spettatore grandi interrogativi sul senso etico dell’esistenza  e sul suo valore.Molte le interpretazioni critiche del racconto,  Bartleby è forse  un rivoluzionario con la sua immobilità inviolabile?… In una società fondata sul profitto dove vige  l’ideale dell’individualismo economico, gli uomini finiscono per trasformarsi in figure/maschere strumentali e il lavoro stesso  in una servitù volontaria, più o meno inconsapevole. A questo dispositivo impersonale, a questo fenomeno ingestibile, Bartleby  risponde con “Avrei preferenza di no”, non rifiuta, si limita a ricusare un non-preferito..Tuttavia neppure accetta… La formula è devastatrice perché elimina impietosamente tanto il preferibile quanto qualsiasi non-preferito..