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Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa

popolizio alta definizione
Marzo 2016 Teatro Olimpia di Vecchiano (PI)
di Antonio Tabucchi. Con Massimo Popolizio e Gianluigi Fogacci. Musiche dal vivo Isabella Mangani (voce) e Felice Zaccheo (chitarra portoghese ).
Adattamento teatrale e cura registica di Teresa Pedroni. Aiuto regia Elena Stabile. Assistente alla regia Pamela Parafioriti

Lo spettacolo nasce come omaggio al grande scrittore Antonio Tabucchi . La scelta della messa in scena di questo racconto, immaginario e insieme biografico nel quale Antonio Tabucchi, con tenerezza e passione, descrive la morte di uno dei più grandi scrittori del Novecento della cui opera lui stesso si è occupato lungamente,traducendola e diffondendola nel mondo, ci è sembrato un modo per dialogare ancora con lui e continuare a narrare in teatro il suo magico e irripetibile narrare… Il testo ripercorre gli ultimi tre giorni di agonia di Fernando Pessoa. Nel novembre 1935 Fernando António Nogueira Pessoa si trova nel suo letto di morte all’ospedale di São Luís dos Fanceses e come in un delirio, il grande poeta portoghese riceve i suoi eteronomi, i suoi personaggi letterari (Álvaro de Campos, Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Bernando Soares, António Mora), parla con loro,elabora conflitti ancora aperti, detta le sue ultime volontà, dialoga con i fantasmi da lui stesso creati che l’hanno accompagnato per tutta la sua vita. Sarà l’attore Massimo Popolizio, nei panni dello stesso Pessoa, ad incontrare i vari eteronimi – interpretati da Gianluigi Fogacci – e in questi appuntamenti come per magia tornerà a tratti anche ad incarnarli, a ripetere le loro parole, i loro gesti, in un’atmosfera sospesa e inquietante. Si assiste così alle varie trasformazioni di Pessoa come ad un rituale di congedo definitivo dai suoi personaggi e quindi anche dalla vita. Lo accompagnano in questo percorso struggente la voce della giovane cantante di Fado Isabella Mangani e la chitarra portoghese di Felice Zaccheo. Un addio alla letteratura e alla vita che negli artisti somiglia in maniera impressionante alla vita vera… forse è la vita vera.

Saudades

Teresa Pedroni