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Sulle vie del Tango. Un Sogno di Borges

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Festival il Flautissimo, Teatro Palladium di Roma. 11 dicembre 2019
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
cura registica Teresa Pedroni. Aiuto regia Elena Stabile. Assistente alla regia Pamela Parafioriti

“Sulle vie del tango. Un sogno di Borges” è un reading-concerto da “Finzioni”, “l’Aleph”  e da “Il Libro di sabbia”  di Jorge Luis Borges, a cura di Teresa Pedroni è un breve viaggio con Massimo Popolizio accompagnato dal tango rivisitato di Javier Girotto, in  alcuni tra i più rappresentativi racconti di Borges. Una riscrittura, attraverso la voce e la musica eseguita  da due interpreti straordinari, tratta dalle  pagine del “libro infinito che è il mondo” di un grande mago del fantastico come Borges, un gigante della letteratura latino-americana. Il rapporto tra l’interpretazione attoriale e la lettura musicale mira  alla composizione di una partitura che esprima al suo meglio le possibilità e i sottotesti nascosti nell’opera letteraria.

La letteratura come spettacolo. Abbiamo immaginato, come cornice dell’operazione, di seguire l’autore in uno dei suoi racconti più emblematici, il vertiginoso  “La biblioteca di Babele”. Percorrendo  quello spazio letterario sospeso e indefinito Massimo Popolizio nel panni del   Viaggiatore,  soffermandosi vicino ad  uno degli inumerevoli scaffali della biblioteca universale, prenderà  un volume a caso e  ne leggerà  un  racconto. Una sorta di iter iniziatico che lo condurrà al  celebre racconto “L’Aleph”, dove  il protagonista e alter ego dell’autore si trova ad assistere alla visione sconcertante ed affascinante dell’Aleph, fenomeno che rivela   tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli, aleph è la prima lettera dell’alfabeto ebraico, quella che simboleggia Dio e la complessità dell’universo.  Un istante che si dilata  dove il tempo lineare smette di esistere.  La scrittura borgesiana ci conduce in  dimensioni spazio temporali infinite e confuse,  popolate di apparizioni fantastiche che sollecitano  l’ascoltatore  a porsi delle domande che non possono trovare risposta, almeno non in questo mondo e in questo tempo che ci è riservato di conoscere …  ma la condizione “dell’interrogazione  necessaria” ci sembra più che mai attuale nei tempi  accelerati e impazienti che stiamo vivendo…